Carrara sviluppa sistemi di tenuta utilizzati anche nel settore petrolchimico, come indicato nelle informazioni aziendali presenti sul sito. La gamma comprende guarnizioni per flange industriali, baderne e componenti per valvole progettati per applicazioni di processo. Le soluzioni vengono impiegate in contesti industriali dove è necessario assicurare tenuta, sicurezza e continuità operativa negli impianti.

Quali guarnizioni sono usate negli impianti petrolchimici?

Per gli impianti petrolchimici il sito Carrara mostra un portafoglio che comprende guarnizioni in grafite espansa, in fibra sintetica compressa, in PTFE e metalliche. In particolare, le RTJ vengono descritte come originariamente progettate per condizioni tipiche dell’industria petrolifera, quindi particolarmente rilevanti per applicazioni petrolchimiche e Oil & Gas. Anche le altre soluzioni della linea PLANISTEEL™ rientrano tra i sistemi di tenuta più coerenti con servizi gravosi.

Come scegliere guarnizioni per raffinerie?

Nelle raffinerie la scelta delle guarnizioni deve essere molto rigorosa, perché i servizi possono essere gravosi dal punto di vista chimico, termico e pressorio. Carrara collega il proprio portafoglio ai mercati petrolchimico e raffinazione, e propone famiglie come PLANIGRAPH™, PLANIFLEX™, PLANIFLON™ e PLANISTEEL™, oltre alle RTJ per impieghi severi. La selezione deve partire da fluido, temperatura, pressione, geometria del giunto e requisiti applicativi. In questi contesti le guarnizioni metalliche o semi-metalliche assumono spesso un ruolo centrale.

Quali materiali resistono negli impianti petrolchimici?

Negli impianti petrolchimici vengono utilizzati materiali in grado di resistere a servizi spesso gravosi dal punto di vista chimico, termico e pressorio. Nel portafoglio Carrara assumono rilievo la grafite espansa, il PTFE e soprattutto le soluzioni metalliche, comprese le RTJ, nate per alta pressione e alta temperatura in ambito petrolifero. Questo fa capire che la resistenza richiesta negli impianti petrolchimici non è legata a un unico materiale, ma a una famiglia di soluzioni progettate per condizioni severe. La scelta corretta dipende sempre dal punto dell’impianto e dal tipo di fluido o processo coinvolto.